Archivio news - FAP Acli

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FAP - ACLI SCONTI CONVENZIONI 2016

16 Maggio 2016

Soci FAP-ACLI in regola con il Tesseramento 2016

             SCONTI dal 5% - al 30%

 

1) AIA SPACCIO AZIENDALE

- S. Martino buon Albergo - Piazzale Apollinare Veronesi 1, - Tel 045 8794282

- Caselle di Sommacampagna - Via Aeroporto 14, - Tel. 045-8293310

2) GRISI SUPERMERCATI

(Caldiero - Tregnago  -San Giovanni Lupatoto - Zevio - Minerbe - Poiano)

3) ARENA DI VERONA FESTIVAL LIRICO - TEATRO FILARMONICO

4) AURIS CENTRO SORDITA'

- Verona - Stradone Santa Lucia 53, - Tel. 045 578303

- Vereona - Via Albare 63, - Tel. 045 8102072

- San Bonifacio - Via Sauro 25, -  Tel. 045 6104633

- San Giovanni Lupatoto - Via 24 Maggio, 20, - Tel 045-549977

- Villafranca - Via Mantova 12, - Tel. 045 6300838

5) PRIVATASSISTENZA - Servizio Clienti 800-03288

- Borgo Roma - Verona Est -Bussolengo - Legnago - Villafranca - San Bonifacio

6) CENTRO MEDICO SANTA TOSCANA

 - Santa Maria di Zevio - Via Altichiero 40, - Tel. 045 6051661

7) SANITARIA ORTOPEDIA ALL' OSPEDALE

- Bussolengo - Vicolo Santa Maria 24, - Tel. 045 6700272 Cell. 3474451277

8) SANITARIA BORGO SANTA CROCE

- Verona - Via Montorio 82, - Tel. 045 975988

9) PARAFARMACIA VIVER BENE

- Verona - Via Mameli, - Tel. 045 8309548

10) COSMER CENTRO DENTALE

- Verona - Via dalla Bona 8, Servizio Clienti 800-173073

11) CENTRO DENTALE33

- Villafranca - Via Monte Baldo 8/b, - Tel 045 8601228

- San Martino Buon Albergo - Viale del Lavoro 33, - Tel. 045 8530911

12) PARAFARMACIA VALENTINA

- Bovolone - Via Madonna 290, - Tel. 045 9581115

- Ca Degli Oppi c/o Cent. Comm. Galvan, - Tel, 045 9581115

13) MORANDINI IMMOBILIARE

- Bovolone - Via Cesare Battisti 5, - Tel. 045 6933426

14) AUDIUM - Apparecchi ACUSTICI - Servizio Clienti 800-985094

15) STUDIO DENTISTICO DENTAL THREE

- Verona - Via Polveriera Vecchia 21, -  Tel. 045 504340

16) CLAUDIO BOLCATO - Intermediario Assicurativo

- Zevio - Via Don A. Merlini 3, - Tel 045 6051152

17) FILIPPI CONTROSOFFITTATURE

- San Martino Buon Albergo - Via Maglio 10, -  Cell. 348-8329116 / 340-3517614

18) STEPHY CALZATURE

- Caprino Veronese - Via Monte Baldo 51, - Tel. 045 7241251

19) M.I.F.A. INGROSSO ABBIGLIAMENTO

- Verona - Via Bencivenga Biondani 9, - Tel. 045 595642

20) DAIKIN AEROTECH CLIMATIZZAZIONE

- Verona - Via Campagnol di Tombetta 13a, - Tel 045 8213036

21) ITAS ASSICURAZIONI

- Bovollone - Via Umberto Primo 4, - Cell. 334-1152145

22) VITTORIA ASSICURAZIONI

- Isola della Scala - Via del Bersagliere 12/14, - Tel. 045 7302333

- Bovolone - Via Pio X 5, -  Tel. 045 6900515

23) SALEWA OUTLET ABBIGLIAMENTO MONTAGNA

- Bussolengo - Via 1 Maggio 26, - Tel 045 6717781

24) NICOLIS INFORMATICA

- Villafranca - Viale Postumia 24, - Tel 045 6334040

25) CENTRO NATATORIO ISOLA DELLA SCALA

- Isola della Scala - Via Tiro a Segno 14, - Tel. 045 7302626

26) CENTRO NATATORIO BELVEDERE

- Verona - Via Montelungo 5, - Tel. 045 8921826

27) CENTRO NATATORIO LE GRAZIE

- Verona - Strada Le Grazie, -  Tel 045 8222166

28) A.T.A. ASSISTENZA ELETTRODOMESTICI

- Verona - Via Morgagni 4, - Tel. 045 501100 - 8200440

29) CANTINA VALPANTENA

- Quinto di Valpantena - Via Colonia Orfani di Guerra 5b, - Tel. 045 550032

- San Giovanni Lupatoto - Via Garofoli 177/a, - Tel. 045 545488

- Verona - Viale Manzoni 11, - Tel. 045 8186086

30) STUDIO SPL INGEGNERIA E ARCHITETTURA

- Verona - Via Roveggia 43b, - Tel. 045 7971597

31) OTTICA SALAN

- Bovolone - Via Garibaldi 48, (Galleria Spazio 3) - Tel. 045 7103885

32) CTR SERVICE ASSISTENZA TECNICA CONDIZIONATORI

- Bovolone - Via Madonna 201, - Tel. 045 6901198

33) CICLIDORO DI BERTAGNOLI ISIDORO

- Quinto di Valpantena - Via Valpantena 18/L, - Tel. 045 8700094

34) FOTO OTTICA MORENO

- Verona - Via Ottavio Caccia 15/e - Tel. 045 582988

35) JOLLY FOTO

- Bovolone - Piazza Vittorio Emanuele II 9, - Tel. 045 6901566

- Cerea - Via Dante Alighieri 2, - Tel 0442 231980

36) PARRUCCHIERA UNISEX SILVIA

- San Martino Buon Albergo - Via Piazzola Pietro 24, - Tel. 045 990087

37) GLUCOCARD-MX AUTOCONTROLLO GLICEMIA - Servizio Clienti 800-869110

38) AMPLIFON - Servizio Clienti 800-994994

Ambulatorio mobile - Bus della Prevenzione ANT

19 Aprile 2016

Nei  giorni 10 e 11 marzo u.s. , La Fap Acli di Verona in collaborazione con ANT ( Associazione Nazionale Tumori ), il patronato Acli e il patrocinio del comune di Verona, ha organizzato due giornate di visite gratuite per i cittadini veronesi nell’ambito dei progetti melanoma e tiroide. Le visite( trenta al giorno su prenotazione) sono state effettuate su apposito bus attrezzato dell’associazione ANT messo a disposizione con personale altamente qualificato. A tutti gli utenti e stato consegnato subito l’esito della visita. Inutile dire che in poche ore, le visite sono state tutte prenotate e che c’è stata una grande richiesta da parte di tanti cittadini, per poter usufruire di questo servizio. Purtroppo il numero delle visite giornaliere e limitato e le richieste sono state veramente tante.

La Fap Acli di Verona si impegna per il futuro di organizzare ancora queste giornate di prevenzione sul progetto Tiroide-Melanoma, probabilmente presso la propria sede a Verona in via Interrato Acqua Morta 4

Nuova sede ACLI/FAP via Lussino,19 Borgo Roma - VERONA

15 Aprile 2014

Inaugurazione dell'ottava sede ACLI a Verona in via Lussino,19 zona Borgo Roma

Si amplia la presenza delle Acli, le Associazioni cristiane dei lavoratori, sul territorio cittadino. Ieri è stata inaugurata la una nuova sede operativa in via Lussino, davanti alla chiesa di San Giacomo, in Borgo Roma, quartiere che ne era sprovvisto.La nuova sede offrirà i servizi del Patronato, della FAP, la federazione anziani e pensionati, e quelli fiscali.«Nelmiodiscorso di insediamento ho parlato di Acli di frontiera»,ricorda il presidente
delle Acli veronesi, Italo Sandrini «e l'apertura di questa nuova sede rientra proprio in questa visione.Noi non vogliamo mollare la presa ed essere presenti dove viene richiesta la nostra presenza».
Con quella di Borgo Roma arrivano a otto in totale le sedi operative delle Acli nel territorio cittadino. L'orario di apertura al pubblico sarà dalle 9 alle 12 mentre nel pomeriggio si farà lavoro di backoffice.«Cerchiamo di andare incontro alle esigenze dei cittadini», sottolinea Francesco Roncone, segretario provinciale della Fap, presente al taglio delnastro insieme a Sandrini e all'assessore al Decentramento Antonio Lella. «Soprattutto ci rivolgiamo
alle fasce meno abbienti, visto che il 90 per cento dei nostri servizi è gratuito».•

ECONOMIA E CRISI

03 Agosto 2013

Il sindacato Fap si schiera contro il decreto «Il Fare penalizza pensionati e famiglie»
Roncone: costretti a spendere ancora meno

«Si continua a dare soldi ai ricchi e invece, per milioni di famiglie, si dice di non avere le risorse». Il sindacato dei pensionati (Fap) delle Acli veronesi, per bocca del suo presidente provinciale, Francesco Roncone, si schiera contro il decreto del Fare. «Il decreto cancella l’estensione del tetto di 300mila euro, inserito da Monti nel 2011, agli stipendi  degli amministratori di società, come Poste, Fs e Anas. Una vergogna: a migliaia di "paperoni" verranno restituiti tra gli ottanta e novanta milioni di euro, per poi accorgersi che la copertura sarà garantita con un ennesimo aumento dell’aliquota dell’accisa sulla benzina. In due anni l’accisa sulla benzina è aumentata del 26 per cento passando da 0,564euroal litro a 0,717euro, sul gasolio invece è cresciuta del  40,5 passando da 0,423 euro a litro a 0,606 euro e questo aumento»,sostiene Roncone,«si ripercuoterà, come sempre, sui prezzi dei beni di prima necessità, estorcendogli ultimi spiccioli di euro rimasti nelle tasche di milioni di pensionati a meno di mille euro al mese». A Verona ci sono46mila pensionati, che diventano156.448 se si considera tutta la provincia. La media delle pensioni di anzianità si attesta su 1.054 euro, senza contare tutte le persone che percepiscono la pensione minima,di circa 500 euro al mese. «Lo chiamano decreto del fare»,ironizza Roncone.«Sì fare più sacrifici e meno spesa. Le famiglie italiane spenderanno ancora dimeno,tagliando sui consumi primari, compresa la quantità e la qualità degli alimenti. Se continuiamo a  togliere soldi dalle tasche degli italiani, i consumi non partiranno mai e le aziende continueranno a chiudere».Il dl, per la Fap Acli «non è tutto da buttar via, ma non possiamo tacere a fronte dell’ennesima ingiustizia sociale. Aspettiamo ancora una seria abolizione del finanziamento dei partiti, un drastico taglio alle spese della politica e di una patrimoniale che, per una volta, tolga a chi più ha per dare a chi, oggi, non ha più nulla». In particolare i pensionati,divenuti l’ultima fonte di risparmio,cui attingere per molte famiglie in crisi.«I pensionati non vogliono sottrarsi alla loro parte di sacrifici,ma riteniamo sia fortemente ingiusto, far pagare l’Imu sulla prima casa a chi percepisce 517 euro al mese di pensione, a tanto ammonta la pensione minima. Le Amministrazioni locali potrebbero pensare, ad esempio,ad una progressività delle aliquote sulle addizionali Irpef e sulla loro compartecipazione alla spesa socio-sanitaria; a sconti sulla futura Tares per gli anziani meno abbienti, a biglietti gratis sui mezzi pubblici», conclude Roncone. «Meglio eliminare voci come consulenze,feste paesane,viaggi all’estero, incarichi esterni e considerare l’esubero di personale apicale inorganico,destinando queste risorse alla spesa sociale».• (Fonte L’Arena 31 luglio 2013 – Elisa Innocenti)

FAP - Come Contattarci

05 Luglio 2013

Se desideri metterti in contatto con noi
contatta la Segreteria Organizzativa, da lunedì al venerdì dalle 09,00 alle 12,30 e il martedì dalle  14,00 alle 16,30

 

Se desideri metterti in contatto con noi
contatta la Segreteria Organizzativa,

da lunedì al venerdì dalle 09,00 alle 12,30 e il martedì dalle  14,00 alle 16,30, mediante :


Tel. Fisso    045.8065520
Tel. Mobile   345.3262022


o
Scrivendo a:


http://www.acliverona.it/fap-acli/pages/contatta-la-fap
o
fap@acliverona.it


La nostra sede provinciale è in
Via Scrimiari 24
37129 VERONA
Se vuoi venire a trovarci, guarda come fare a raggiungerci

RIFORMA MONTI

14 Giugno 2013

A partire dal 1° gennaio 2012 è entrata in vigore la riforma previdenziale “Monti-Fornero” introdotta dal DL 201/2011 convertito in legge 214/2011.

“RIFORMA MONTI”
LE NUOVE REGOLE PER CHI DEVE ANDARE IN PENSIONE DAL 1 GENNAIO 2012


A partire dal 1° gennaio 2012 è entrata in vigore la riforma previdenziale “Monti-Fornero” introdotta dal DL 201/2011 convertito in legge 214/2011. Molte sono le novità che modificano il quadro normativo dei requisiti di accesso alle diverse prestazioni pensionistiche. Al posto della vecchia pensione di anzianità viene istituita la pensione anticipata, la quale non prevede più la possibilità di andare in pensione secondo il meccanismo delle quote, con almeno 35 anni di contribuzione e una determinata età. Anche la pensione di vecchiaia ha subito un inasprimento dei requisiti di accesso con progressivo aumento del requisito anagrafico. Le nuove prestazioni, poi, non prevedono più un regime di accesso differito (“finestra pensionistica”) ma decorrono dal 1° giorno del mese successivo alla maturazione del diritto o della presentazione della domanda. E ancora, dal 1° gennaio 2013 trova per la prima volta applicazione il meccanismo di adeguamento dei requisiti pensionistici (anagrafici e contributivi) alle aspettative di vita.


LA PENSIONE DI VECCHIAIA


Dal 1° gennaio 2012 il diritto alla pensione di vecchiaia per un lavoratore del settore privato (dipendente, autonomo o iscritto alla Gestione separata) e del settore pubblico si consegue con un requisito minimo contributivo di 20 anni e al raggiungimento di un’età anagrafica di 66 anni. Una lavoratrice dipendente del settore privato può conseguire la pensione di vecchiaia con almeno 20 anni di contribuzione e al raggiungimento di un’età pari a 62 anni, nel 2012; per una lavoratrice autonoma o iscritta alla Gestione separata sono richiesti, invece, 63 anni e 6 mesi.
I limiti di età sono destinati a crescere progressivamente negli anni successivi e a partire dal 2013 saranno altresì incrementati per effetto dell’aumento della speranza di vita.

 

anno

Lavoratrici dipendenti settore privato

Lavoratrici autonome e iscritte alla Gest.Separata

Nuovi

limiti di età

Incrementi speranza

di vita

Requisito anagrafico con aumento

Nuovi

limiti di età

Incrementi speranza

di vita

Requisito anagrafico

con aumento

2012

62

-

62

63 + 6 mesi

-

63 + 6 mesi

2013

62

3 mesi

62 + 3 mesi

63 + 6 mesi

3 mesi

63 + 9 mesi

2014

63 + 6 mesi

3 mesi

63 + 9 mesi

64 + 6 mesi

3 mesi

64 + 9 mesi

2015

63 + 6 mesi

3 mesi

63 + 9 mesi

64 + 6 mesi

3 mesi

64 + 9 mesi

2016

65

7 mesi (*)

65 + 7 mesi

65 + 6 mesi

7 mesi (*)

66 + 1 mese

2017

65

7 mesi (*)

65 + 7 mesi

65 + 6 mesi

7 mesi (*)

66 + 1 mese

2018

66

7 mesi (*)

66 + 7 mesi

66

7 mesi (*)

66 + 7 mesi

2019

66

11 mesi (*)

66 + 11 mesi

66

11 mesi (*)

66 + 11 mesi

2020

66

11 mesi (*)

66 + 11 mesi

66

11 mesi (*)

66 + 11 mesi

2021

66

14 mesi (*)

67 + 2 mesi

66

14 mesi (*)

67 + 2 mesi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


* valori presunti stimati dal Governo nella relazione tecnica allegata al decreto

Lavoratori dipendenti e autonomi del settore privato e iscritti

alla Gest. Separata  - Lavoratrici e lavoratori del settore pubblico

anno

Nuovo

limite di età

Incrementi aspettativa

di vita

 

Requisito anagrafico con aumento

 

2012

66 anni

-

66 anni

2013

66 anni

3 mesi

66 + 3 mesi

2014

66 anni

3 mesi

66 + 3 mesi

2015

66 anni

3 mesi

66 + 3 mesi

2016

66 anni

7 mesi (*)

66 + 7 mese

2017

66 anni

7 mesi (*)

66 + 7 mese

2018

66 anni

7 mesi (*)

66 + 7 mesi

2019

66 anni

11 mesi (*)

66 + 11 mesi

2020

66 anni

11 mesi (*)

66 + 11 mesi

2021

66 anni

14 mesi (*)

67 + 2 mesi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


* valori presunti stimati dal Governo nella relazione tecnica allegata al decreto

SPECIALE ACCESSO ALLA PENSIONE DI VECCHIAIA
-LAVORATRICI DIPENDENTI DEL SETTORE PRIVATO-


Le lavoratrici del settore privato possono accedere, in via eccezionale, alla pensionamento all’età di 64 anni, se entro il 31 dicembre 2012 fanno valere:
•    almeno 20 anni di contribuzione;  
•    almeno 60 anni di età.
L’accesso agevolato si applica solo alle lavoratrici del settore privato (sono escluse le lavoratrici del settore pubblico, le lavoratrici autonome e parasubordinate) che alla data del 28.12.2011 svolgevano attività di lavoro dipendente nel settore privato. L’agevolazione è riconosciuta anche alle lavoratrici dipendenti che facendo valere una posizione contributiva mista, liquidano la pensione a carico di una gestione dei lavoratori autonomi (ART, COM, CD/CM).
“FLESSIBILITÀ IN USCITA” FINO A 70 ANNI
Il lavoratore potrà scegliere di posticipare il momento del pensionamento oltre i nuovi limiti di età fissati per la pensione di vecchiaia fino al compimento dei 70 anni (limite anch’esso soggetto all’incremento della speranza di vita). In tal modo potrà ottenere un importo di pensione più elevato determinato dal migliore coefficiente di trasformazione che è stato  istituito fino a 70 anni.


LA PENSIONE DI VECCHIAIA PER I LAVORATORI PRIVI DI CONTRIBUZIONE AL 31.12.1995


Oltre al requisito contributivo dei 20 anni e ai nuovi limiti età, per i lavoratori con primo accredito contributivo successivo al 1° gennaio 1996 il diritto alla pensione di vecchiaia prima del compimento dei 70 anni di età è subordinato alla condizione che il relativo importo non risulti inferiore a 1,5 volte l’Assegno Sociale (€ 643,50, per il 2012).  
Al compimento del 70° anno d’età i medesimi lavoratori possono accedere alla pensione di vecchiaia con 5 anni di contribuzione effettiva e a prescindere da qualsiasi limite di importo.

Requisiti per accesso alla pensione di vecchiaia prima del compimento del 70° anno d’età

(lavoratori con prima contribuzione accreditata dopo il 1° gennaio 1996)

Anno

Requisito anagrafico

 

Requisito contributivo

importo minimo di pensione

 

  Lavoratori dipendenti e autonomi del settore privato e iscritti

alla Gest. Separata  - Lavoratrici e lavoratori del settore pubblico

Lavoratrici dipendenti settore privato

Lavoratrici autonome e iscritte alla Gest.Separata

 

 

2012

66 anni

62

63 + 6 mesi

20 anni di contribuzione

(qualsiasi contribuzione)

1,5 volte l’importo dell’Assegno sociale

2013

66 + 3 mesi

62 + 3 mesi

63 + 9 mesi

2014

66 + 3 mesi

63 + 9 mesi

64 + 9 mesi

2015

66 + 3 mesi

63 + 9 mesi

64 + 9 mesi

2016

66 + 7 mese*

65 + 7 mesi*

66 + 1 mese*

2017

66 + 7 mese*

65 + 7 mesi*

66 + 1 mese*

2018

66 + 7 mesi*

66 + 7 mesi*

66 + 7 mesi*

2019

66 + 11 mesi*

66 + 11 mesi*

66 + 11 mesi*

2020

66 + 11 mesi*

66 + 11 mesi*

66 + 11 mesi*

2021

67 + 2 mesi*

67 + 2 mesi*

67 + 2 mesi*

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Requisiti per accesso alla pensione di vecchiaia dopo il compimento del 70° anno d’età

(lavoratori con prima contribuzione accreditata dopo il 1° gennaio 1996)

Anno

Requisito anagrafico

 

Requisito contributivo

importo minimo di pensione

 

 

Età minima

Incrementi aspettativa

di vita

Requisito anagrafico con aumento

 

 

 

2012

70 anni

-

70 anni

5 anni di contribuzione effettiva

Nessuno

2013

3 mesi

70 + 3 mesi

2014

3 mesi

70 + 3 mesi

2015

3 mesi

70 + 3 mesi

2016

7 mesi (*)

70 + 7 mesi

2017

7 mesi (*)

70 + 7 mesi

2018

7 mesi (*)

70 + 7 mesi

2019

11 mesi (*)

70 + 11 mesi

2020

11 mesi (*)

70 + 11 mesi

2021

14 mesi (*)

71 + 2 mesi



 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


* valori presunti stimati dal Governo nella relazione tecnica allegata al decreto

LA PENSIONE ANTICIPATA


La nuova pensione anticipata si ottiene alla maturazione di una determinata anzianità contributiva indipendentemente dall’età anagrafica. Il requisito contributivo minimo varia a seconda del sesso: nel 2012 sono richiesti 42 anni e 1 mese, per gli uomini, e 41 anni e 1 mese, per le donne. Tali requisiti aumenteranno di un ulteriore mese nel 2013 e nel 2014 e saranno adeguati agli incrementi della speranza di vita.

Requisito contributivo per l’accesso alla pensione anticipata

anno

 

Uomini  

 Incrementi speranza 

di vita

Requisito

contributivo con aumento

Req. in sett.

 

Donne   

Incrementi speranza

di vita

Requisito

contributivo con aumento

Req. in sett.

2012

 42 + 1 mese

-

42 + 1 mese

2188

 41 + 1 mese

-

 41 + 1 mese

2136

2013

42 + 2 mesi

3 mesi

42 + 5 mesi

2205

41 + 2 mesi

3 mesi

41 + 5 mesi

2153

2014

42 +  3 mesi

3 mesi

42 + 6 mesi

2210

41 +  3 mesi

3 mesi

41 + 6 mesi

2158

2015

42 +  3 mesi

3 mesi

42 + 6 mesi

2210

41 +  3 mesi

3 mesi

41 + 6 mesi

2158

2016

42 +  3 mesi

7 mesi *

 42 + 10 mesi

2227

41 +  3 mesi

7 mesi *

  41 + 10 mesi

2175

2017

42 +  3 mesi

7 mesi *

 42 + 10 mesi

2227

41 +  3 mesi

7 mesi *

 41 + 10 mesi

2175

2018

42 +  3 mesi

7 mesi *

 42 + 10 mesi

2227

41 +  3 mesi

7 mesi *

 41 + 10 mesi

2175

2019

42 +  3 mesi

11 mesi *

43 + 2 mesi

2244

41 +  3 mesi

11 mesi *

42 + 2 mesi

2192

2020

42 +  3 mesi

11 mesi *

43 + 2 mesi

2244

41 +  3 mesi

11 mesi *

42 + 2 mesi

2192

2021

42 +  3 mesi

14 mesi *

43 + 5 mesi

2257

41 +  3 mesi

14 mesi *

42 + 5 mesi

2205


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E PENALIZZAZIONI PER CHI HA MENO DI 62 ANNI


L’accesso alla pensione anticipata con un’età inferiore a 62 anni, comporta una riduzione percentuale della quota retributiva del trattamento di pensione maturata fino al 31/12/2011. Tale riduzione è pari all’1% per i primi due anni mancanti ai 62 anni d’età (60 e 61) e sale al 2% per ogni ulteriore anno di anticipo qualora si scelga di andare in pensione con un’età inferiore a 60 anni.
esempio:
Giovanni, nato a giugno del 1957 andrà in pensione anticipata con decorrenza 1° dicembre 2015, all’età di 58 anni e 6 mesi (3 anni e 6 mesi prima del compimento dei 62 anni d’età): l’importo della pensione maturato al 31.12.2011 sarà ridotto del 5 %  
Sono esclusi dalla penalizzazione i lavoratori che maturino il requisito contributivo per il diritto alla pensione anticipata entro 31.12.2017, utilizzando solo contribuzione derivante da “prestazione effettiva di lavoro” (sono utili anche il congedo di maternità, servizio militare, malattia, infortunio e cassa integrazione guadagni ordinaria).


SPECIALE ACCESSO ALLA PENSIONE ANTICIPATA
-LAVORATORI DIPENDENTI DEL SETTORE PRIVATO-


I lavoratori del settore privato, in via eccezionale, possono accedere al pensionamento all’età di 64 anni, qualora entro il 31 dicembre 2012 facciano valere:
•    almeno 35 anni di contributi;  
•    il requisito anagrafico minimo e la corrispondente “quota” richiesti per il diritto alla pensione di anzianità nell’anno 2012 dalla vecchia normativa (quota 96 con un’età minima di 60 anni, per i lavoratori dipendenti, quota 97 con un’età minima di 61 anni, per gli autonomi).
Lo speciale accesso si applica solo ai lavoratori del settore privato (sono esclusi i lavoratori del settore pubblico, i lavoratori autonomi e parasubordinati) che alla data del 28.12.2011 svolgevano attività di lavoro dipendente nel settore privato. L’agevolazione è riconosciuta anche ai lavoratori dipendenti che facendo valere una posizione contributiva mista, liquidano la pensione a carico di una gestione dei lavoratori autonomi (ART, COM, CD/CM).


LAVORATORI ESCLUSI DALLA NUOVA NORMATIVA


I diritti al pensionamento maturati entro il 2011
I lavoratori che alla data del 31 dicembre 2011 hanno maturato i requisiti di età e di contribuzione per il diritto alla pensione di vecchiaia o di anzianità conservano il diritto al pensionamento secondo la disciplina e il regime delle decorrenze previste dalla previgente normativa e possono chiedere all’ente previdenziale la certificazione del diritto.
Lavoratrici che optano per il regime sperimentale
Sono escluse dalla nuove regole anche le donne che si avvalgono della possibilità (valida fino al 2015) di accedere alla pensione di anzianità con il minimo di 35 anni di contribuzione e l’età di 57 anni, se dipendenti, ovvero 58 anni, se lavoratrici autonome, accettando però che la pensione sia calcolata con le regole del metodo contributivo. Al requisito anagrafico dei 57/58 anni di età si applica dal 2013 l’incremento di 3 mesi per l’adeguamento alla speranza di vita.
I lavoratori che possono beneficiare della “salvaguardia”
L’accesso al pensionamento secondo le regole previgenti è assicurato anche ad un numero limitato di lavoratori che pur maturando i requisiti dopo il 31.12.2011 appartengono a determinate categorie di soggetti.
Il decreto interministeriale del 1 giugno 2012 ha fissato in 65 mila unità il numero dei lavoratori che potranno beneficiare della “salvaguardia”, stabilendo particolari condizioni per poter rientrare nelle singole deroghe. Per alcune categorie, inoltre, sono previste termini e specifiche modalità per la presentazione delle domande di ammissione alla salvaguardia.  
Il provvedimento normativo sulla “spending review” (DL 95/2012) ha esteso la platea dei soggetti ammessi alla salvaguardia ad ulteriori 55mila assicurati.
Categorie dei soggetti “salvaguardati”
Lavoratori collocati in mobilità ordinaria con accordi sindacali stipulati prima del 4/12/2011
Lavoratori collocati in mobilità lunga con accordi sindacali stipulati prima del 4/12/2011
Lavoratori titolari al 4/12/2011 di assegno straordinario a carico dei fondi di solidarietà di settore (banche, poste, ecc.) oppure diventati titolari di assegno dopo il 04/12/2011 ma sulla base di accordi stipulati entro la medesima data
Lavoratori autorizzati ai versamenti volontari in data anteriore al 4/12/2011
Dipendenti pubblici in esonero dal servizio alla data del 4/12/2011
Lavoratori in congedo straordinario (retribuito) alla data del 31/10/2011, per assistere un figlio con disabilità grave
Lavoratori che per effetto di accordi individuali o collettivi di incentivo all’esodo abbiano risolto il rapporto di lavoro entro 31/12/2011
Nella lista dei 65mila salvaguardati possono rientrare anche i lavoratori già compresi nella graduatoria dei 10mila esonerati dal nuovo regime delle “finestre” (12 mesi dopo la maturazione dei requisiti per i dipendenti, 18 mesi per gli autonomi) introdotto dal 2011 dal DL 78/2010.  
Nei confronti dei soggetti ammessi alla salvaguardia dagli incrementi dei requisiti pensionistici continua ad applicarsi il regime delle decorrenze (“finestra mobile”) e trovano comunque applicazione, dal 2013, gli incrementi della speranza di vita.


 LAVORATORI ADDETTI  ALLE "ATTIVITA' USURANTI"


Sono esclusi dalle nuove regole anche i lavoratori addetti alle attività particolarmente faticose e pesanti (“lavori usuranti”). I soggetti che ottengono il riconoscimento dell’agevolazione possono accedere alla pensione di anzianità secondo il sistema delle “quote”.
Nel 2012, i lavoratori addetti ad attività usuranti potranno andare in pensione con i “vecchi” requisiti previsti per la pensione di anzianità, ossia quota 96, maturata con almeno 35 anni di contributi e 60 anni di età (per chi liquida la pensione a carico di una gestione autonoma, l’età minima e la quota sono incrementate, rispettivamente, di un anno e di un’unità). Dal 2013, poi, la quota  salirà a 97,3, con 35 anni di contributi e un requisito minimo di età di 61 anni e 3 mesi, tenuto conto anche dell’incremento della speranza di vita.
Per questi lavoratori l’accesso al pensionamento resta legato al regime della “finestra mobile”.


CALCOLO CONTRIBUTIVO PER TUTTI I LAVORATORI


Dal 1° gennaio 2012 il sistema di calcolo contributivo è esteso anche ai lavoratori con almeno 18 anni di anzianità contributiva al 31.12.1995, i quali, in base alla riforma Dini del 1995, beneficiavano del calcolo della pensione con il metodo interamente retributivo. Il calcolo contributivo è applicato solo sulle anzianità maturate a decorrere dal 1° gennaio 2012 (in “pro-rata”), le contribuzioni versate fino al 31.12.2011 continuano ad essere calcolate con il metodo retributivo. Nulla cambia, invece, per coloro che hanno iniziato a versare i contributi a partire dal 1° gennaio 1996 e per i lavoratori in possesso al 31 dicembre 1995 di un’anzianità contributiva inferiore a 18 anni; a loro già si applicavano le regole del calcolo contributivo.

verifica come verrà calcolata la tua pensione…

tipologie di lavoratori

sistema di calcolo pensionistico

 

lavoratore con anzianità contributiva inferiore a 18 anni al 31 dicembre 1995

calcolo misto

metodo retributivo sulle anzianità maturate fino al 31.12.1995

metodo contributivo sulle anzianità maturate dal 1996 in poi

lavoratore con anzianità contributiva pari o superiore a 18 anni 31 dicembre 1995

 

calcolo misto

metodo retributivo sulle anzianità maturate fino al 31.12.2011

metodo contributivo sulle anzianità maturate dal 2012 in poi

lavoratore assicurato dal 01/01/1996 o che esercita l’opzione al sistema contributivo

 

calcolo interamente contributivo

 

 

 

 

 


PENSIONI LA RICONGIUNZIONE TRA DIVERSI PERIODI TORNA GRATUITA

13 Gennaio 2013

PENSIONI LA RICONGIUNZIONE TRA DIVERSI PERIODI TORNA GRATUITA
 

PENSIONI LA RICONGIUNZIONE TRA DIVERSI PERIODI TORNA GRATUITA
Con la legge di stabilità 2013, le ricongiunzioni previdenziali tornano ad essere gratuite, ma solo per i lavoratori che sono passati dal pubblico impiego, sotto la copertura Inpdap, ad un altro impiego, con versamenti all’Inps, entro il 31 luglio 2010.L’importo della pensione verrà determinato con un metodo di calcolo "pro-quota", che terrà conto dei criteri per ciascuno dei periodi, per poi sommarli. In questo modo, il lavoratore non dovrà pagare nulla, né spostare i contributi da un ente ad un altro.

INTEGRAMUS

17 Agosto 2011

 

“INTEGRAMUS il 16 settembre 2011 - ore 20,30 - chiude con un concerto,sotto alcuni aspetti "originale", l'estate del Centro socio ricreativo di via Velino con un programma di qualità, in cui l’alto profilo della proposta si intreccia al suo appeal popolare.

 

 

 

Partendo dal felice ricordo della musica di un tempo, è nata in seno alla nostra associazione l’idea di INTEGRAMUS, una iniziativa musicale finalizzata a ricucire le relazioni intergenerazionali tra giovani e anziani di questo territorio.
Il Centro – ricreativo di via Velino, che sempre é stata attenta a garantire azioni dirette di socializzazioni di benessere fisico e mentale, volte a combattere l'isolamento e l'emarginazione delle persone anziane, ha così voluto dedicare una intera serata alla musica.
Musica, è sufficiente evocare questa parola per sviluppare nella mente dell'anziano un richiamo gioioso alla gioventù e nel giovane voli pindarici, libertà e divertimento.

 

 

 

 

 


 

Amministratore di sostegno

01 Luglio 2011

L’AMMINISTRAZIONE DI SOSTEGNO:

questo sconosciuto!!

 

E’ gia da diversi anni che è in vigore la legge 6/2004  nata con lo scopo di proteggere le “persone prive in tutto o in parte di autonomia nell’espletamento delle funzioni della vita quotidiana”

In una società dove gli anziani costituiscono una bella fetta della popolazione, la normativa era quanto mai opportuna in quanto, come sappiamo, non tutti i nostri anziani hanno la fortuna di rimanere in possesso delle loro piene capacità.

Nei fatti, a parte i pochi addetti ai lavori, non tutti sono a conoscenza che a favore del disabile, nel senso di non esser in un dato momento in possesso pieno di tutte le abilità, possono essere predisposti, caso per caso, “interventi di sostegno temporaneo o permanente”. specifici programmi che hanno piena valenza giuridica.

Una forma di tutela che, rifiutando la logica ghettizzante dell’infermità mentale, per la quale, in via eccezionale è prevista la completa interdizione, fornisce, con l’Amministratore di Sostegno, una “adeguata protezione” a quelle persone  che, a causa di menomazione fisica o psichica  anche solo temporanea, si trovino nell’impossibilità di provvedere a seguire i propri interessi.

L’Amministratore di Sostegno, in sostanza, oltre che difendere gli interessi e proteggere la persona beneficiaria , l’aiuta a soddisfare i bisogni, le richieste, le scelte e, perché no,  ad esprimere eventuali dissensi

Quindi non solo si interessa della  “cura e  conservazione del patrimonio” ma gli offre anche un sostegno alla realizzazione delle migliori condizioni di vita quotidiana, in quanto persona.

Un percorso, un progetto predisposto e verificato periodicamente dal Giudice tutelare.

Spetta al Giudice ,su istanza di un familiare,dei responsabili dei servizi sanitari e sociali, ecc, la nomina dell’Amministratore di Sostegno

L’aspetto sicuramente innovativo di questa legge è che sostituisce alla logica totalizzante del divieto e dell’annullamento, tipica del giudizio di incapacità di agire (con conseguente interdizione/inabilitazione), quella flessibile e comunque rapportata all’impedimento anche solo momentaneo, sicuramente più umana e più rispettosa della persona.

Si aggiunga che il progetto, oltre al disabile e all’Amministratore di Sostegno, coinvolge anche tutti coloro che a vario titolo rientrano nella rete del sostegno, quali ad esempio:

  • i responsabili dei servizi sanitari e sociali, dei servizi sociali per disabili e anziani del comune e/o dell’ULS oltre che  dei centri di salute mentale;
  • di tutte quelle persone e servizi che per competenza territoriale e funzionale sono chiamati a fornire supporti di assistenza e/o cura interventi di sostegno;
  • il medico di famiglia
  •  gli stessi familiari

Detto che la nomina dell’Amministratore di Sostegno, nel migliore dei casi, può essere riferita ad un familiare, si sottolinea il fatto che il servizio viene prestato a titolo gratuito o comunque sottoforma di volontariato da persone che comunque godono della fiducia del Giudice.( In determinate situazioni può però essere riconosciuto un contributo spese.)

Il problema è oggetto di studio e di riflessione.

L’impegno della FAP è quello di sostenere processi e percorsi che favoriscano lo sviluppo umano e di autonomia delle persone che, a causa di infermità, non sono in grado di badare a sé  stessi ed hanno necessità di essere temporaneamente sostituite nella gestione dei loro interessi: fra questi sicuramente molti anziani. La FAP, a breve, intende proporre all’opinione pubblica la discussione, con un Convegno e/o di alcune serate di riflessione,  su questa figura giuridica, quale l’Amministratore di sostegno, molto innovativa ma ai più poco conosciuta.

 

Andrea Salandra

Francesco Roncone è il nuovo Segretario Regionale Veneto della FAP Acli

28 Agosto 2014

Francesco Roncone è il nuovo Segretario Regionale Veneto della FAP

 

 

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Francesco Roncone è il nuovo Segretario Regionale della Fap, la Federazione Anziani e Pensionati delle Acli. Nato a Bari il 25 luglio 1955 e residente a Verona. Sposato, con due figli, Francesco Roncone è laureato in Processi formativi Università di Verona. Luogotenente dell’Esercito Italiano, ha svolto attività professionale dal 1975 in servizio al Comando Nato di Verona. Dal 2009 è docente a contratto di Psicologia elementare e Psicopedagogia presso l'Istituto  Cortivo di Padova. Vanta diverse esperienze nell’ambito dello sviluppo di metodologie di management delle risorse umane. Da oltre trent’anni è iscritto alle Acli. Dal 1982 organizza corsi di preparazione per il recupero degli anni nella scuola media superiore, a cura del Circolo Acli Verona Sud Ovest. Ha organizzato e condotto corsi di formazione per l’alfabetizzazione degli extracomunitari, in collaborazione con il Comune di Verona. Decisamente attivo nell’ambito dell’Associazionismo veronese. Dal 1985 al 2010 è stato presidente del Circolo culturale Acli Verona Sud Ovest, dal 2010 al 2014 segretario provinciale della Fap Acli di Verona. A seguito del Congresso regionale Fap Acli del Veneto del 30 giugno 2014 è stato eletto segretario regionale.

 

2° Congresso della Federazione Anziani e Pensionati delle ACLI

12 Giugno 2014

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2° Congresso FAP ACLI Verona  -  Zevio (VR) 7 giugno 2014

Guarda le Foto

 

RELAZIONE INTRODUTTIVA E FINALE Seminario 10-11 maggio 2013

14 Giugno 2013

“GENERAZIONI A SERVIZIO DEL FUTURO”

In un contesto sociale di pesante crisi economica, in un Paese che invecchia in maniera davvero accentuata e alla luce delle ultime riforme del lavoro e delle pensioni, gli interessi dei giovani sono necessariamente contrapposti a quelli delle generazioni più mature e degli anziani?

“PER CRESCERE”

Giornata di studi
Voglia di capire di più. Su quali nozioni si basa la nostra azione?  Assistenza domiciliare, fiscalità locale, contrasto alla povertà, sanità… sono tante le istanze che arrivano dai territori,  ma se non accogliamo la sfida della rappresentanza saremo mai credibili?
 

SEMINARIO INTERNO DI STUDI10/11 maggio 2013

Centro Carraro - Lungadige Attiraglio 45 - Verona

Tel  045.915877 -  www.centrocarraro

 

RELAZIONE INTRODUTTIVA

del Segretario provinciale FAP Acli Verona

Francesco Roncone

 

<< I frutti più gustosi sono quelli che vanno fuori stagione
la fanciullezza è graziosa specialmente quando volge al termine
e quanto ai bevitori, è l’ultimo bicchiere quello che assicura
più gioia e dà il tocco finale all’ebbrezza.>>

                   (Seneca - Lettere morali a Lucillo 62 d.c.)

 

 

 

                    Quando abbiamo progettato questo convegno non pensavamo certo che la politica avrebbe trovato, in quest’ultimo mese, un eco così largo sulla stampa e che avrebbe occupato gran parte delle nostre discussioni quotidiane.

Corruzione, cospirazioni e scandali politici sono diventati la norma. Non manca giorno che non si sappia di qualche arresto, o indagine che coinvolga qualche dirigente di partito. Un fenomeno che attraversa tutto il quadro politico italiano, allontanando, sempre più,  i cittadini, non solo dai politici, ma dalla politica quanto tale.  In Friuli, alle ultime consultazioni amministrative dello scorso 21 aprile, il 50% dei cittadini avente diritto si è rifiutato di votare. Il 50% dei friulani non crede più che il voto possa portare dei cambiamenti significativi. Una convinzione che si sta facendo strada in tutto il Paese, permettendo, così, ai pochi manovratori professionisti, di gestire sempre meglio e senza dover rendere conto all’elettorato del proprio operato.

Quindi la voglia di articolare il mio pensiero, in questa relazione introduttiva, sullo squallido e vergognoso spettacolo che la nostra classe politica sta dando in questi ultimi mesi, è stata tanta. Ma per ovvie questioni di opportunità permettetemi almeno una  breve considerazione, per poi, affrontare di seguito, il vero tema di questo nostro incontro.

Ebbene, mentre le istituzioni sono in stallo e i partiti sempre più autoreferenziali, gli italiani intanto “boccheggiano”. Il 36% dei giovani non trova un’occupazione e gli anziani sono ormai alla canna del gas.

Il 13,3% dei pensionati riceve meno di 500 euro al mese; il 30,8% tra i 500 e i 1.000 , il 23,1% tra i 1.000 e i 1.500 euro e il restante 32,8% percepisce un importo superiore ai 1.500 euro. È quanto emerge dalle ultime rilevazioni diffuse dall'Istat.

Molti anziani hanno ridotto, ad uno, i pasti giornalieri, i caloriferi, in questo ultimo inverno, per molti di loro sono rimasti spenti, soldi per riscaldarsi sono sempre meno e adesso, sulle loro teste, incombe l’ennesimo incubo: lo sfratto. Dai dati emersi nel 2012 dell’Eurispes, in 15 anni, il potere di acquisto delle pensioni è diminuito del 30% e chi è in affitto non riesce più a pagare la pigione.

La situazione degli anziani allarma più di quanto si possa immaginare: tagli ai servizi, alla sanità, all’assistenza, ai trasporti e una pressione fiscale insostenibile creano serie preoccupazioni in seno ad una associazione come la nostra, che giornalmente si spende per la tutela di una categoria sociale,  che, si presenta tra le più deboli nella società.

Il problema dell’anziano accelera l’esigenza  di una scelta che il nostro Paese non ha ancora compiuto. Per proteggere il più debole non possiamo più far coesistere una società consumistica ed egoistica. Non è più possibile gestire il problema dell’anziano come se fosse una categoria a sé, come del resto non è risolvibile il problema della condizione femminile e giovanile. Affrontare questi temi significa scegliere il modello sociale, significa fare scelte che determinino il modello di vita e di società. Ma per questo servono delle riforme strutturali che cambino il Paese e Dio solo sa quando arriveranno. Abbiamo urgentemente bisogno di un cambiamento di marcia, di un cambiamento culturale. La crisi che si è abbattuta sugli italiani ha ormai assunto toni drammatici e gli anziani e i giovani sono i primi a pagarla.

Con il trascorrere dell’età, le condizioni di salute tendono a peggiorare. Quindi le possibilità di cura dovrebbero essere più accessibili, mentre il costo del ticket, le liste di attesa, l’azzeramento del fondo per la non autosufficienza, contribuiscono a rendere sempre più difficile l’esistenza per l’anziano.

Oltre un milione e mezzo di famiglie italiane sono oggi, sole, di fronte al problema, angoscioso, di dover avere in famiglia una persona non autosufficiente, anziana o disabile e il sistema attuale non è assolutamente in grado di fronteggiare questa nuova sfida per il welfare.

I comuni e l’ASL sono sempre più in affanno nel garantire i servizi a causa degli sciagurati tagli alla spesa sociale e all’azzeramento del fondo per la non autosufficienza. L’indennità di accompagnamento,  poi, da sola, non è sufficiente a garantire alle famiglie le risorse per poter assistere un congiunto che ha bisogno di aiuto in una fase così importante della sua vita.

 Ci sono otto miliardi di spese improprie, nel servizio sanitario, riguardanti ricoveri di persone che potrebbero essere assistiti a casa. Il fondo per la non autosufficienza è una risposta importante e le risorse devono essere reperite.

I giovani, secondo gli italiani, avranno una posizione sociale ed economica peggiore di quella delle precedenti generazioni. Il lavoro per i giovani è sempre più discontinuo, è sempre più flessibile, è sempre più precario e quindi non consente, non solo di fare progetti di vita, ma di versare contributi  utili per una pensione dignitosa. La nostra è un’economia sociale di mercato dove le generazioni sono il passato, il presente e il futuro. Una catena che garantisce continuità e solidità a se stessi e all’intero Paese. Se venisse a mancare un solo anello, l’intera economia crollerebbe. Spesso in questo Paese si  tenta di contrapporre, invece,  i giovani agli anziani. Una prassi che sta mortificando intere famiglie e intere generazioni . Una logica che noi rifiutiamo, perché la nostra logica  è la solidarietà, prima di tutto verso i giovani, i nostri figli, i quali non possono che essere il futuro del nostro Paese.

Intanto, oggi, diamo inizio a questo nostro seminario, che vuole proseguire, idealmente, le riflessioni avviate lo scorso anno, sempre qui a Verona, da i dirigenti FAP del Veneto.

Ora, abbiamo inteso condividere questa nuova esperienza con altre due regioni a noi vicine, la Lombardia e il Trentino, con la presunzione di riuscire a contaminare, negli anni a venire, altre regioni della nostra penisola, con la voglia di confrontarsi e riflettere tutti assieme sui problemi di grande attualità e approfondire meglio singoli e specifici temi.

Oggi abbiamo alcuni temi su cui, come associazione sindacale e cristiana, dobbiamo confrontarci. Il primo sicuramente è il reddito da pensione , minima o sociale, quindi la povertà. Ormai abbiamo otto milioni di persone sull’orlo della povertà di cui il 50% sono pensionati. Abbiamo il tema del welfare. Tutto il welfare, che è il vero strumento di inclusione, oltre che di sviluppo, deve essere riaffrontato e rifinanziato. C’è una diminuzione dei servizi, una disattenzione nei confronti delle persone e credo che, tutto questo, sul piano economico stia contribuendo a dare pessimi risultati. Del resto, quelle forme di lavoro che stanno dietro al mondo degli anziani, alle persone che non sono autosufficienti,  hanno bisogno di servizi che, se non vengono dati, corrispondono esattamente a migliaia di ragazze e ragazzi che non avranno un lavoro per svolgere questo importante e utile servizio. Temi, dunque, che riguardano cose importanti che oggi cambiano la qualità della vita.

La presunzione, che spero vogliate perdonare, è di fornire a tutti i dirigenti dalla nostra associazione, materiale utile per elaborare una politica sociale decisamente innovatrice e solidale, per rendere questa nostra società più giusta ed equa. So benissimo che è un tentativo ambizioso e difficile, la FAP Acli ha ancora molta strada da percorrere davanti a se, è solo agli inizi, ma se la percorriamo insieme, benché in salita, potrà sembrarci meno ostica.

Questa mia breve relazione, segnata dalla semplicità, continuerà articolandosi intorno a quattro punti essenziali e intende offrire una prima traccia di riflessione, con l’ambizione di creare l’ambiente idoneo per ospitare le relazioni e il dibattito che seguirà nelle due sessioni del nostro convegno. Siamo sempre protesi a dire qualcosa, e quasi mai ad ascoltare, sempre intenti a scrivere e quasi mai a leggere, sempre pronti ad insegnare e quasi mai ad imparare. Bene, in questi due giorni faremo l’esatto contrario e lo faremo grazie ai nostri illustri ospiti ai quali vorrei, prima di tutto, esprimere i miei più vivi ringraziamenti per aver accolto il nostro invito.

I temi che affronteremo sono essenzialmente due: lavoro e welfare.

È evidente che la nostra Associazione è impegnata sul fronte della tutela degli anziani, ma questa sera, e spero diventi prassi comune,  ci confronteremo con un attento rappresentante dei giovani, che sono sicuro saprà, con competenza, porre su questi temi, provocazioni e spunti di riflessione: il dott. Emiliano Galati Segretario Generale FeLSA Cisl Veneto - Federazione Lavoratori Somministrati Autonomi Atipici. Si occupa, in sostanza, dei giovani precari e dei cosiddetti “lavori atipici” che coinvolgono giovani e meno giovani. A seguire, con altrettanta magistrale competenza, il dott. Elio D’Orazio Co-fondatore del Forum del terzo settore, vicepresidente di Age Platform Europe e coordinatore di Age Platform Italia che disserterà sull'argomento “invecchiamento attivo” e, sono sicuro, non mancherà di articolare un suo pensiero anche sul cruciale tema della serata: gli interessi dei giovani sono necessariamente contrapposti a quelli delle generazioni più mature e degli anziani?.

Domani parleremo di welfare e ascolteremo le relazioni dei tre segretari regionali della Lombardia, Trentino e Veneto e a seguire il dott. Stefano Valdegamberi, vicepresidente delle rete europea Elisan – European local inclusion & social action network  che dà voce alle realtà locali e regionali con l’obiettivo di definire e attuare congiuntamente le politiche sociali dell’Unione Europea. Egli farà un excursus sulle politiche sociali per gli anziani.

  1. Se nella società capitalista e dello stato sociale la cittadinanza trovava il suo fondamento nel primo articolo della nostra Carta Costituzionale, che sancisce il  “diritto e dovere  al lavoro”, pilastro da cui partire per fare degli individui dei cittadini, oggi, anche grazie ad una scriteriata gestione della cosa pubblica ed a una globalizzazione che ci ha colto del tutto impreparati, tutto si complica. Certo ridurre tutto a mere questioni economiche e finanziarie dei paesi europei non basta, affondiamo in una crisi che ha contorni diversi da altri Paesi. Da noi sono in crisi la politica, le istituzioni, la governabilità, i valori, il rispetto delle regole e della legalità, la moralità e la coesione sociale.
  2. La rivoluzione demografica nel nostro Paese ha spazzato via l’equazione “fordista”  del vecchio come inattivo o addirittura parassita sociale. Per questo, anziano, è oggi un concetto inadeguato a rappresentare più di un quarto della popolazione italiana. Una fetta di popolazione che può, oggi, indubbiamente assumere un nuovo ruolo sociale.  Un cambiamento che pone domande nuove e spiazzanti  alla politica, all’economia e al welfare che verrà.
  3. I rapporti tra le diverse età stanno ponendo anche problemi di ordine culturale. Bisogna avere coscienza che, l’intreccio che già oggi si manifesta tra le diverse generazioni e il mondo del lavoro, richiede nuove impostazioni anche rivendicative. Tale tendenze da una parte mettono in evidenza le esigenze di continuità tra tempo di lavoro e tempo di quiescenza facendosi più concretamente carico della qualità di vita, dall’altra richiedono politiche per una diversa distribuzione del lavoro stesso. In questo ultimo decennio le risposte della politica sono state molte, tentativi che miravano più a interessi di parte che a quelli del Paese. Ultima, la legge varata dal governo Monti, che aumenta l’anzianità contributiva necessaria per andare in pensione e rende più difficile l’attuazione di contratti temporanei, puntando sul lavoro per i giovani, ottenibile con una occupazione stabile e di qualità. E così, nove mesi dopo, le aziende non assumono più. D’altro canto licenziare gli “anziani”, magari per reclutare giovani meno costosi e “sempre disponibili” era, e penso sia ancora, prassi inaccettabile.
  4. Si è concluso nel 2012 l’anno europeo dell'invecchiamento attivo e della solidarietà tra le generazioni. Nel corso dell’anno sono state molte le iniziative, sia a livello nazionale che locale, promosse dalle istituzioni e dal mondo del volontariato e del sociale, tutte tesi a promuovere una cultura dell'invecchiamento attivo che valorizzi l'utile contributo degli anziani alla società e all'economia, favorendo opportune condizioni di partecipazione alla vita sociale e di lavoro.

 

Spero con questi quattro punti di aver centrato i temi di questa prima sessione del convegno: lavoro, solidarietà tra generazioni e invecchiamento attivo. E che, questa mia semplice introduzione, possa aver contribuito al dibattito che seguirà dopo gli interventi dei nostri relatori. 

Grazie

RELAZIONE FINALE

 

 

Anziani...A chi?

18 Agosto 2011

SCHEGGE DI MEMORIA…
POMERIGGIO DI MUSICA, POESIA ED ALTRO
20 Settembre 2011- ore 17,00
Centro giovanile Tommasoli
Via Perini 7 - Borgo Santa Croce

SCHEGGE DI MEMORIA…
POMERIGGIO DI MUSICA, POESIA ED ALTRO
20 Settembre 2011- ore 17,00
Centro giovanile Tommasoli
Via Perini 7 - Borgo Santa Croce

Il disagio dei pensionati verso questa manovra finanziaria

07 Agosto 2011

La Federazione Nazionale delle ACLI pronta a scendere nelle piazze Verona 15 luglio 2011

 

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO FAP NAZIONALE E PROVINCIALE

 

Il disagio dei pensionati verso la manovra finanziaria

 

La Federazione Nazionale delle ACLI pronta a scendere nelle piazze Verona 15 luglio 2011

 

 

             La Segreteria nazionale della FAP ACLI apprezza lo sforzo comune teso ad affrontare l'emergenza finanziaria del Paese dopo il saggio invito del Presidente Napolitano.
Insiste, però, nel far rilevare che troppo alto è il carico che viene messo sulle spalle dei pensionati e dei lavoratori che vedono allargarsi la forbice sociale ai loro danni.
E' necessario - ha detto Pasquale Orlando, Segretario nazionale della FAP ACLI - cercare nel privilegio il tesoretto da dedicare al risanamento e alla crescita lavorando all'ipotesi di una patrimoniale sulle grandi rendite e i grandi patrimoni non produttivi che non generano lavoro.
La FAP ricorda l'emergenza della non autosufficienza e la necessità di una riforma dell'assistenza capace di sostenere la vita ed i consumi di milioni di pensionati poveri e in via di impoverimento". Il governo ha prorogato di un ulteriore anno il blocco del trattamento economico della Pubblica Amministrazione e sul fronte della previdenza tutti lasceranno il lavoro più tardi, - rincara Francesco Roncone responsabile della segreteria di Verona - le pensioni, dalle 1000 euro netti in su, subiranno un taglio dell'adeguamento al costo della vita; resteranno più a lungo al lavoro anche coloro che, dal prossimo gennaio, raggiungeranno 40 anni di contributi. Mentre si dovranno pagare in più 10 euro di ticket per ogni ricetta per l’assistenza ambulatoriale specialistica, ma a fare spesso richiesta di questo tipo di assistenza sono sempre loro: gli anziani pensionati meno agiati. Le accise sui carburanti restano alti ed ancora una volta sarà la fascia sociale meno agiata a pagarne le conseguenze.
Una vera e propria macelleria sociale a danno dei cittadini, un esborso di circa 1000 euro all'anno a famiglia mentre si salvaguardia, ancora una volta, la casta.
– prosegue Roncone - I “nostri” parlamentari hanno preferito equiparare i propri stipendi, ma dalla prossima legislatura, ai sei paesi più ricchi dell'Unione europea.
I rimborsi elettorali saranno ridotti solo dalla prossima legislatura, le auto blu saranno ridimensionate solo dal prossimo anno, i finanziamenti ai partiti appena sfiorati mentre e le Province salvate in extremis ma, dulcis in fundo, e non più tollerabile, la madre di tutte le vergogne: i vitalizi agli ex parlamentari. Doveva essere la base su cui partire, il buon esempio all'insegna dell'austerity dato dalla politica e invece siamo loro prigionieri.
Orlando - La Segreteria nazionale invita tutti gli iscritti attraverso le articolazioni provinciali e regionali a partecipare alle tante iniziative unitarie che da nord a sud stanno caratterizzando il disagio dei pensionati verso una manovra necessaria e urgente che resta ingiusta.

La Conferenza Stato Regioni approva il riparto dei 350 milioni per il fondo non autosufficienza

04 Settembre 2014

350 Milioni per il fondo non autosufficienza

La Conferenza Stato Regioni approva il riparto dei 350 milioni per il fondo non autosufficienza


Sono 350 i milioni che lo Stato metterà a disposizione delle regioni e delle province autonome per programmare gli interventi per i “disabili gravissimi”
I 350 milioni messi a disposizione dalla legge finanziaria per il fondo non autosufficienza, dovranno essere destinati  per almeno il 40%  alle cure domiciliari e per almeno il 30% impiegati a favore delle persone nelle condizioni più critiche, compresi i malati di Sla.
E’ quanto prevede la delibera del 5 Agosto scorso della Conferenza Unificata Stato Regioni.
I “disabili gravissimi” – si legge nella delibera- sono le persone in «condizione di dipendenza vitale che necessitano a domicilio di assistenza continuativa e monitoraggio di carattere sociosanitario nelle 24 ore, per bisogni complessi derivanti dalle gravi condizioni psico-fisiche, con la compromissione delle funzioni respiratorie, nutrizionali, dello stato di coscienza, privi di autonomia motoria e/o comunque bisognosi di assistenza vigile da parte di terza persona per garantirne l’integrità psico-fisica».
All’articolo 2 della bozza di accordo , relativamente alle finalità vengono definite le le priorità d’intervento:
- previsione e rafforzamento di punti unici d’accesso alle prestazioni e ai servizi localizzati negli ambiti territoriali;
- potenziamento della presa in carico della persona attraverso un piano personalizzato di assistenza;
- valutazione della non autosufficienza attraverso unità multiprofessionali (Uvm) in cui siano presenti le componenti clinica e sociale;
- incremento dell’assistenza domiciliare,adeguando le prestazioni alla evoluzione dei modelli di assistenza domiciliare
- supporto al non autosufficiente e alla sua famiglia eventualmente anche con trasferimenti monetari condizionati all’acquisto di servizi di cura e assistenza domiciliari e alla fornitura diretta degli stessi servizi da parte di familiari e vicinato sulla base del piano personalizzato;
- ricoveri di sollievo in strutture socio-sanitarie, purché complementari al percorso domiciliare.

Ecco la tabella dei fondi destinati alle regioni:

Regioni e Province autonome Riparto fondo
ABRUZZO 8.296.000
BASILICATA 3.774.000
CALABRIA 12.002.000
CAMPANIA 28.560.000
EMILIA-ROMAGNA 26.622.000
FRIULI VENEZIA GIULIA 7.684.000
LAZIO 30.022.000
LIGURIA 11.492.000
LOMBARDIA 51.714.000
MARCHE 9.758.000
MOLISE 2.346.000
P.A. DI BOLZANO 2.584.000
P.A. DI TRENTO 2.856.000
PIEMONTE 26.758.000
PUGLIA 21.862.000
SARDEGNA 9.214.000
SICILIA 28.050.000
TOSCANA 23.732.000
UMBRIA 5.814.000
VALLE D’AOSTA 850.000
VENETO 26.010.000
TOTALE 340.000.000*

*a cui vanno aggiunti 10 milioni di fondi destinati al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali per progetti sperimentali in materia di vita indipendente.

 

La Federazione Anziani e Pensionati boccia questa manovra

06 Agosto 2011

 


LA FEDERAZIONE ANZIANI E PENSIONATI BOCCIA QUESTA MANOVRA
“Avevano annunciato grandi tagli ai costi della politica ad iniziare dal vitalizio dei parlamentari ma tutto
viene rimandato alla prossima legislatura…”

 


Verona 6 luglio 2011 - La scelta di rimandare ai prossimi due anni il grosso del risanamento dei conti ci preoccupa molto. Per Francesco Roncone, segretario provinciale della Federazione Anziani e Pensionati di Verona, associazione sindacale delle ACLI, la manovra è iniqua e non risolverà i problemi economici dell’Italia.
Ci aspettavamo dei segnali forti, - ribadisce Roncone - per iniziare, segnali che, anche se irrilevanti sul piano finanziario, avrebbero dato più forza a delle scelte impopolari che inevitabilmente andavano fatte. Con l’abolizione delle province, il risparmio previsto sarebbe stato di circa 3 miliardi, eliminazione quasi totale delle auto blu ci avrebbero fatto risparmiare altri 5 miliardi, l’eliminazione del vitalizio
ai parlamentari e ai consiglieri regionali (circa 168 milioni) insieme all’eliminazione degli enti inutili e sprechi evidenti avrebbero portato, nelle casse dello stato, in due anni, altri 24 miliardi. Ma ancora una volta si colpiscono i pensionati, la povera gente. A pesare sulle
famiglie sarà l'aumento dei tickets nella sanità, la mancata indicizzazione delle pensioni sopra ai mille euro, un imposta patrimoniale sui titoli dei piccoli risparmiatori, l'aumento dell'Irap su banche ed assicurazioni che verrà ovviamente fatta pagare ai clienti. Regioni, Province e Comuni – continua il Segretario della FAP ACLI - per compensare almeno in parte gli ulteriori 9,4 miliardi di tagli all'anno ai
trasferimenti dovranno aumentare le loro tasse o tagliare altri servizi sociali che andranno a colpire sempre la stessa categoria di persone: i pensionati e anziani.
C’è amarezza e grande incognita – continua Francesco Roncone – finché non si riconosce, nelle politiche sociali, un investimento e non un costo non si ridurranno disuguaglianze ed esclusione e tanto meno non ci sarà sviluppo. Assistiamo invece a una drastica riduzione, circa l’80%, se non cancellazione, di tutti i fondi sociali, che riguardavano la non autosufficienza, i servizi sociali, le politiche per la
famiglia e per i giovani, per l'integrazione degli immigrati, il servizio civile e i servizi per l'infanzia.

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