Politica per la qualità

Politica per la qualità: fondamenti


La missione a cui tendono le attività di tutte le ACLI (e quindi anche la Cooperativa ACLI) è quella di progettare ed erogare servizi e attività di tutela, assistenza e autotutela sociale, promozione ed orientamento sociale, accompagnamento al lavoro e altri servizi aggiuntivi finalizzati a favorire l'integrazione sociale, la crescita delle economie sociali territoriali e delle organizzazioni di promozione e di solidarietà, direttamente o in collaborazione con enti, istituti, organismi, privati o pubblici, rivolti allo sviluppo ed al mantenimento delle garanzie sociali e lo sviluppo professionale e civile delle risorse umane attraverso la formazione permanente e l’addestramento continuo.


      Al centro della tutela, della promozione e dello sviluppo: la PERSONA
 

Le ACLI concepiscono lo sviluppo economico solo se finalizzato ad un autentico progresso sociale, al centro del quale vi sia la persona umana che deve poter esprimere le sue potenzialità come singolo, come componente di una famiglia, come membro delle formazioni sociali nelle quali si riconosce. L’attività del sistema dei servizi e delle imprese sociali delle ACLI è rivolta all’educazione attraverso la sperimentazione e l’avviamento di azioni concrete volte a difendere i diritti umani ed a migliorare le condizioni di vita e di benessere di tutti favorendo “veramente” la partecipazione sociale e democratica di tutti, poiché l’educazione delle persone, in particolare delle giovani generazioni alla responsabilità, consiste nel favorire le migliori condizioni per la partecipazione.
I tre aspetti che vengono presi in considerazione sono:

  1. concepire la tutela dei diritti umani e di cittadinanza e l'educazione-formazione alla partecipazione come un servizio, quindi come sforzo teso a corrispondere alle esigenze reali di ogni persona-utente-famiglia, in modo da stimolare l'espressione della sua originale ed irripetibile umanità;
  2. mettere in atto un sistema di ascolto delle attese delle persone-utenti, inteso esso stesso già come processo educativo-formativo di tutela, promozione e partecipazione attiva;
  3. prevedere una vera e propria compartecipazione della persona-utente-famiglia all'intera attività di tutela e formazione, in modo che i servizi siano arricchiti del valore di ogni persona e di ogni famiglia.

I servizi, rivolti a tutti i cittadini, alle famiglie, in particolare alle fasce deboli di ogni ceto, status, cittadinanza, condizione economica o a enti, istituti, organismi pubblici o privati, intendono sviluppare, mantenere e tutelare le garanzie sociali diventano così un’occasione di incontro tra esperienze di vita cristiana, di elaborazione e di sperimentazione di "nuovi" modelli di vita sociale sulla base dei principi di solidarietà e sussidiarietà.

Per tali motivi la direzione delle ACLI di Verona, quindi anche della Cooperativa ACLI, si propone di assicurare adeguatezza di strutture, professionalità, continuità, fiducia, attenzione alla persona, addestramento ed aggiornamento continuo e formazione permanente nel rispetto dei valori cristiani e nell’ottica di garantire nel tempo il miglioramento della soddisfazione delle persone e delle famiglie con cui le ACLI interagiscono. Presupposto di tale obiettivo è il coinvolgimento e la partecipazione di tutti: la nuova società della cittadinanza si affronta con un corredo di competenze e conoscenze che stimoli la maturazione personale (autonomia di pensiero e di azione, flessibilità, capacità critica) e la dimensione della socialità (cooperazione, solidarietà, sussidiarietà, sviluppo equo, compatibile e sostenibile, economia civile, finanza etica e sociale, partecipazione).
La tutela dei diritti di cittadinanza non assolve al solo obbligo dell'assistenza, della delega e della rappresentanza sociale bensì della promozione delle risorse-persone sulla base di una piena cultura della responsabilità, ovvero della partecipazione, del lavoro e della cittadinanza attiva.


      La qualità nella tutela dei diritti di cittadinanza e nel lavoro
 

Le ACLI concepiscono la tutela dei diritti di cittadinanza come uno strumento, e nel contempo uno stile, in grado di valorizzare le risorse umane presenti nei territori.
Una tutela sociale dei diritti di cittadinanza per essere di qualità ed in linea con la missione del patto associativo e della carta dei servizi e delle imprese deve presentare caratteri propri e necessari quali:

  1. riferirsi ad una domanda di tutela dei diritti di cittadinanza e di assistenza sociale reale che evidenzia le opportunità e le necessità di aggiornamento e riqualificazione espresse dalle figure lavorative e professionali presenti all’interno o all’esterno del sistema dei servizi e delle imprese sociali delle ACLI;
  2. migliorare la qualità della vita del singolo, delle famiglie, delle comunità;
  3. orientarsi a forti valori in grado di esprimere la "regalità" della persona umana nella società e nel creato;
  4. promuovere le risorse umane nell'ambito del contesto territoriale di riferimento;
  5. sviluppare reti di cooperazione con diversi soggetti impegnati nelle dinamiche della tutela, promozione, sostegno, cooperazione e sviluppo, inclusione sociale e solidarietà;
  6. operare mediante una pluralità di metodologie e strumenti in modo da favorire in ogni momento la migliore risposta ai problemi evidenziati;
  7. essere svolta da organismi e figure competenti e dotati di chiari valori;
  8. basarsi su requisiti di qualità valutabili direttamente dalla persona-utente;
  9. essere sostenibile e compatibile dal punto di vista sociale, economico e finanziario.

      Strategia di rete
 

Il sistema dei servizi e delle imprese sociali delle ACLI è un organismo vivente, intelligente ed in relazione continua che pensa, produce, trasforma, riutilizza, scambia, converte, comunica, sostiene, crea, sperimenta, ricerca, modifica, migliora, elabora, impara, insegna, difende, discerne, protegge: non potrà mai essere una struttura rigida e statica ma dinamica e sempre in evoluzione come sono in evoluzione i bisogni e le aspettative delle persone.
La domanda di tutela e di promozione sociale deve essere individuabile mediante momenti di ascolto, di discernimento, di intesa e partecipazione per evitare l'autoreferenzialità degli organismi erogativi; vanno perciò create le condizioni perché si sviluppino forti occasioni di cooperazione tra singoli, associati, enti locali, associazioni, organismi ed istituti di tutela e formazione, imprese, agenzie educative ed agenzie economiche; tra questi e le strutture dei servizi e dei vari attori presenti sul territorio.
L'attività di tutela e promozione sociale dei diritti di cittadinanza deve essere un processo condiviso fra diverse capacità, sensibilità ed identità che possa portare come risultato il miglioramento delle condizioni umane attraverso servizi di eccellenza.

 

      Ispirazione cristiana
 

L’azione delle ACLI si ispira ai principi della dottrina sociale della Chiesa ed assume pienamente il compito dell'evangelizzazione nelle forme della testimonianza, del servizio e del progetto culturale rappresentate dalle tre icone:
 

  • La Testimonianza: la Diaconia

È la modalità più importante che coinvolge tutta la struttura delle ACLI: non si può credere se ciò non si evidenzia nella letizia del cuore, nell’amore sociale, nelle relazioni positive, nell’aiuto al fratello, nella disponibilità nei confronti della volontà di Dio. Per tale opera di testimonianza è necessaria una abitudine alla Parola, uno stile di vita caratterizzato dalla sequela evangelica che aiuti, sostenga e curi le persone più deboli ed indifese e favorendo in ogni momento incontri ed occasioni di dialogo e di fraternità.
 

  • Il Servizio: la parabola del Buon Samaritano

È la disponibilità con la quale ogni soggetto impegnato nell’opera di edificazione della Persona sotto il profilo della maturazione e della coscienza della cittadinanza, della responsabilità e della partecipazione attiva, deve sentirsi obbligato a vedere nell’altro il proprio fratello applicando concretamente quanto Cristo ci ha insegnato: “Ama il prossimo tuo come te stesso”.
 

  • Il Progetto Culturale: la lettera a Diogneto

Non si potrà mai fare vera ed “elevata” tutela dei diritti se nel progettarla non si tiene conto del fruitore della tutela che è dono, immagine e somiglianza di Dio; diversamente da ciò si dovrà dire di avere fatto una buona prestazione.